Sassaia ha optato per una linea di salvaguardia ambientale e riduzione dell’impatto ambientale dell’attività fin da subito.

Il primo passo l’ha compiuto in vigna, procedendo alla certificazione SQNPI di tutti i vigneti.

Tale pratica comporta il rispetto delle migliori pratiche agronomiche e strategie di difesa, con uno standard basato sui disciplinari regionali di produzione integrata. L’aggiornamento continuo dello standard è orientato a cogliere i principi della sostenibilità riconducibili alla responsabilità sociale, alla tutela della biodiversità e al contrasto ai cambiamenti climatici e conseguire il risultato di prodotti agroalimentari a residuo zero.

Dal 2022 anche la cantina di vinificazione ha terminato il percorso di adeguamento e così si è proceduto alla richiesta di certificazione anche del processo di trasformazione, per cui dalla vendemmia 2022 i vini prodotti da Sassaia potranno fregiarsi del marchio SQNPI.

Sassaia ha a cuore non solo la conduzione dei vigneti con pratiche agronomiche a basso impatto ambientale ma anche la gestione di tutto il processo produttivo. Da qui è nata l’esigenza di installare un impianto fotovoltaico di circa 20 KWh di potenza al fine di non consumare energia se non prodotta da fonti rinnovabili. La gestione del freddo della linea produttiva, elemento cardine oltre all’elevata igiene della qualità dei vini, è altamente energivora, dotarsi dell’impianto per la produzione di energia è stato un atto di grande attenzione per l’ambiente.

Altro punto che ha rilevanza ambientale è il consumo di acqua, i cambiamenti climatici e l’aumento dei consumi mondiali ci costringe ad un’attenta gestione delle risorse idriche. Sassaia ha predisposto la realizzazione di un impianto per il recupero delle acque reflue di cantina che a seguito di una sedimentazione e filtrazione potranno essere impiegate nei periodi primaverili ed estivi per i trattamenti fitosanitari dei vigneti, evitando così di sprecare ulteriore acqua per tale operazioni.

Ultimo elemento di salvaguardia ambientale è stato aver adottato un rapporto di conferimento dei sottoprodotti della vinificazione, parliamo di raspi, vinacce e vinaccioli, ad un’azienda agricola che produce biogas. Anche dagli scarti dell’uva avremo quindi energia non di origine fossile.